E' una bella storia, quella della Ceramica Ernestine.Potrebbe essere , se si volesse raccontarla in modo diverso, un romanzo. Infatti questa volta oltre a notizie storiche vorrei dare a questo post un tono più romantico.
Lei,Ernestin Virden Cannon,americana,bella ed elegante a fine degli anni quaranta soggiorna per un breve periodo in Italia. Partecipa attivamente alla vita artistica del nostro Paese e incontra quasi casualmente a Roma ,Lui, Matteo D'Agostino architetto e titolare della fabbrica "Ceramiche D'Agostino" a Salerno.
Si innamorano,un vero colpo di fulmine,Ernestin si stabilisce definitivamente in Italia.
Vivono a Salerno, lui si occupa ,dopo la seconda guerra mondiale ,della fabbrica di ceramiche improntando la produzione sulle piastrelle.
Ma ecco il colpo di genio..
Ma ecco il colpo di genio..
Rivoluzionare la fabbrica,cambiare la produzione,nuovi colori ,forme ..si vuole innovare..siamo nel dopoguerra, e nell'Italia distrutta bisogna guardare avanti.
Ma come?
Ma come?
All'inizio degli anni 50 la coppia decide di assumere un tedesco, sarà il motore dell'idea artistica della Ernestine, Horst Simonis,ceramista-artista.
Ecco il trio che fonderà la Ernestine: i decori di Ernestin Cannon, i disegni e le forme di Matteo D'Agostino e la ricerca e sperimentazione sui colori e gli smalti di Horst Simonis.
Sono pronti per allontanarsi dai tipici decori salernitani
e avviare un mercato più ampio,non solo
e avviare un mercato più ampio,non solo
locale ma imporsi anche in quello americano.
E' un successo..oggetti ,stoviglie per la casa con forme di nuova concezione,
decorati in modo moderno, di design raffinato e con la voglia
di esportare per primi il Made in Italy all'estero.
decorati in modo moderno, di design raffinato e con la voglia
di esportare per primi il Made in Italy all'estero.
Le vetrine di New York espongono gli oggetti della Ernestine,in Europa conquista acquirenti famosi come i Reali del Belgio ,in Italia attori e artisti.
La bella storia finisce nel 1968 con la morte di Matteo D'Agostino e l'anno successivo di Ernestin Cannon.
Streghetta